Un’innocente evasione evoca immediatamente una “sensazione di leggera follia”, un senso di ricordi dell’adolescenza, di nostalgia di chiacchiere sotto le stelle, un senso di gratitudine verso il tempo che scorre leggero.
Ma un’evasione è innocente anche quando ti allontana da una prigione ingiusta, quando ti consente di fuggire dallo scorrere monotono del quotidiano e, soprattutto, quando ti permette di correre verso un pensiero libero, una conoscenza, verso la scoperta di una creazione nuova.
E se la prigione è un luogo dal quale evadere, un teatro è un luogo nel quale trovare rifugio.
Il Teatro proclama un auspicio: chiudere le prigioni.
Il Teatro annuncia un progetto: aprire le teste
Paolo Scotti
Direttore Artistico Officine Smeraldo
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